Gattone non può crescere in vetrina
(e mi immagino Ettore arrotolato sulla mia pancia quando ho le mestruazioni - part 2)
Arriva il martedì, e come ogni settimana mi ritrovo in via Solari.
Rieccomi per la seconda volta davanti al negozio di animali.
Guardo dentro e noto che le vetriniste hanno rifatto l'allestimento.
Tutti i mici sono cambiati, tranne gattone che è rimasto al suo posto: secondo piano, gabbietta a destra.
Vado via incazzata.
Non riesco a capacitarmi che un gatto così bello non venga comprato.
I milanesi vogliono solo i gatti di marca, oppure i gatti a tinta unita, oppure rossi tigrati. Ma il tigrato grigio lo schifano. Ecco la verità.
Ma gattone non può certo crescere in vetrina.
Chiamo Elga, la mia amica olandese che alcuni anni fa lavorava in vetrina, e mi informo sulle eventuali conseguenze di una vita passata sotto lo sguardo assatanato di esseri che godono come maialini pastrugnati nel fango.
Lei mi dice che a un certo punto non ce la faceva più, ha dovuto smettere. Poi è andata pure in analisi.
Povero gattone...
Se la settimana prossima è ancora in vetrina, entro nel negozio, chiedo quanto costa, lo pago e lo porto via!
Intanto comincio a fantasticare sulla mia nuova vita con gattone.
Immagino gattone lungo lungo sui miei piedi che mi riscalda nei mesi più freddi dell'inverno.
Gattone arrotolato che dorme sulla mia pancia quando ho le mestrauzioni.
Gattone che mi lecca le guance quando ho il torcicollo.
Gattone che mi spalma l'olio di tigre sulle tempie quando ho il mal di testa.
Gattone convertito al comunismo dopo la castrazione.
Gattone che si versa i croccantini e si apre le scatolette quando ha fame.
Gattone che si prepara il Martini cocktail quando ha sete.
Gattone che ritira la posta e porta fuori l'umido il martedì e il venerdì.
Gattone che prenota i biglietti dell'aereo.
Gattone che risponde al telefono quando il conto in banca è in rosso.
Quante cose stanno per cambiare, penso.
E questo gattone mi ci voleva proprio!
(questo post è una seconda puntata frutto delle sinapsi unificate di Ema e Uff! Ecco cosa voleva dire quel part 2 all'inizio)