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domenica, ottobre 29, 2006

Salame di cioccolato ingrappato
(Cara, le tue amiche ci hanno ubriacato il figlio)




Siete state invitate a cena da una vostra amica.
Stufe di confezionare quella torta da principiante della santanoré che avete cominciato a fare in terza elementare seguendo le ricette del libro di nonna Papera, cercate di farvi venire in mente qualcosa di originale e fantasioso. Una ricetta ideale per i grandi e i piccini, perché la vostra amica di esseri classificabili nella categoria ‘piccini’ ne ha ben due.
La prima, di due anni, con tutta probabilità ignorerà il vostro dolce, e dopo essersi poppata mezzo litro di latte sarà già a letto quando voi berrete l’aperitivo.
Il secondo, quando comincerete a sparlare dei vostri fidanzati mandando giù il terzo bicchiere di rosso, sarà seduto sul divano a fissare il secondo tempo di Totò e la magica storia della pizza in trepidante attesa di quella scena in cui sparano le pizze.
Lui di anni ne ha cinque, e dopo che Totò avrà ammazzato qualche boss della ‘ndrangheta, sicuramente si presenterà al tavolo reclamando il dolce.
Siccome adorate fare bella figura e ricevere i complimenti anche dai bambini di cinque anni, pensate al modo migliore per arrivare al gran finale di una cena che si rispetti.
Ricapitolando: un dessert originale e adatto ai bambini.
Dopo aver schifato la lievitata, la frolla e la brisé in accoppiata con crema pasticcera, chantilly o zabaione che sanno irreparabilmente di prima repubblica, venite folgorate da quel capolavoro di astuzia e abilità culinaria che è il salame di cioccolato.
Idea eccezionale, pensate. Il cinquenne crescerà con il mito dell’amica della mamma che una volta gli ha fatto il salame di cioccolato.
In preda all’impeto e alla frenesia dell’atto creativo correte in cucina (se ci siete già, fate una corsa sul posto che serve comunque a scaricare quei nervi che ogni massaia che si rispetti deve possedere…).
Stendete sul piano di lavoro un foglio di carta. Se non avete un Fabriano A3 potete usare anche un banale sacchetto per il pane appositamente svoltolato e ben stirato con le mani.
Prendete 200 grammi di biscotti secchi e a blocchetti di 10x2 disponeteli sul foglio di carta.
Armatevi di matterello (se non ce l’avete, una bottiglia di vetro può svolgere egregiamente la stessa funzione, se vi dissetate solo con acqua delle bottiglie di plastica ascoltate il consiglio di una che ne sa: uscite dalla cucina, è un arte che non fa per voi).
Dopo esservi sbracciate e avere inspirato profondamente come avete imparato al corso
di  yoga del comune, cominciate a fare scivolare il matterello sopra i biscotti avanti e indietro avanti e indietro avanti e indietro fino a che li avete trasformati in briciole.
Ripetete la stessa operazione con tutti i blocchetti che avete precedentemente preparato a lato del foglio di carta pronti per essere maciullati.
Una raccomandazione: non affannatevi a cercare di riprodurre le stesse forme per le briciole di biscotto. È pressoché impossibile, fidatevi!
Quando avete terminato questa operazione, munitevi di una baslotta (l’espressione è qualcosa di molto simile al termine usato dai barbari residenti in queste ridenti località di provincia sul Lago Maggiore e significa più o meno recipiente di plastica rotondo come una insalatiera, profondo come una pentola)  e versate al suo interno tutti i biscotti maciullati.
Cominciate a pesare zucchero uova e cacao sulla vostra ueit-uociers, mettete in un pentolino 100 grammi di burro e ponetelo sulla fiamma. Poi mischiate al composto di biscotti i 100 grammi di zucchero e l'uovo rotto privato del guscio.
Dopo aver letto un imprescindibile saggio dal titolo paradigmatico “È ora, è ora, è ora di cambiare, il Pci deve governare”, togliete il burro ormai fritto dal fuoco e aggiungetelo al preparato della baslotta.
Arrivato il momento clou della ricetta, cioè il momento di aggiungere tre cucchiai di cacao amaro,  anche voi vi accorgete di avere soltanto quello dolce.
Ahi ahi ahi! Che guaio!
Poco importa, fate come Ema e Uff.
Mettete pure i tre cucchiai di cacao zuccherato che avete in casa, e per evitare che il salame alla fine risulti troppo dolce aggiungete infine del liquore amaro, invece del previsto marsala.
Se mangiando il dolce, il figlio della vostra amica con la faccia un po’ dubbiosa commenterà il risultato dicendo: “quando è in bocca è buono, ma quando lo mando giù fa schifo!”, e se durante la notte il piccino si sveglierà per vomitare, con tutta probabilità avete ubriacato il cinquenne in questione come hanno fatto Ema e Uff.
E sempre con tutta probabilità, invece del marsala avete aggiunto un bicchiere quasi intero di grappa e un tazzina di caffè di un imprecisato amaro Montblanc ROBBA, prodotto e imbottigliato da Robba Rocco spa a Canelli (Asti)  nell’epoca storica di è ora è ora potere a chi lavora, come si può desumere dall'etichetta smangiata in cui si riesce a leggere soltanto mod…o, con…o, alco…o, tonico, digestivo.


postato da: ema alle ore 15:26 | link | commenti (10)
categorie: io e cucina
venerdì, settembre 01, 2006

L'angolo delle astuzie culinarie
(perché fare un caffè è come guidare la macchina mentre fai esplodere un palloncino di Big Babol sul parabrezza)

In giro si dicono delle cattiverie sul mio conto.
Voci, dicerie, leggende, stramaledette cazzate dei soliti invidiosi.
Prima che si dica anche che io, gli uomini, non li so prendere neppure per la gola, è meglio smentire.

Ore 17 di un venerdì appena passato.

Il messaggio che arriva mentre metto il vino in fresco è chiaro:
Pizza sul lago!
Anche se vederti cucinare sarebbe molto divertente.
Mai proporre delle alternative se la risposta potrebbe non piacerti.
Non è assolutamente vero che non so cucinare.
Con una ricetta in mano arrivo dappertutto!

Per esempio, giorni fa, ho scoperto come si preparano le verdure al vapore nel microonde. Ed è noto che con
quell'aggeggio io ho parecchi problemi...
Non è stato difficile, è bastato segnarmi la formula: due minuti si fa bollire l'acqua, nel frattempo si tagliano le verdure e quando suona l'allarme della bomba a orologeria si apre lo sportello, si estrae una specie di navicella spaziale, si avvisano i marziani che qualcuno vuole aprire la botola e avviare la procedura di inserimento del piattello forellato su cui, a seconda dei vostri gusti, avrete riposto delle verdure tagliate a cubi più o meno regolari e della stessa grandezza. In questo caso forme elicoidali o astratte potrebbero donare alla pietanza quella sfumatura in più che farà la gioia delle vostre papille.  Si chiude il tutto, si salutano gli alieni e li si mette a centrifugare su un raggio rotante per altri sei minuti.
Quando suona l'allarme le vostre verdurine saranno pronte. Leggere come prescrive la dieta a zona (40-30-30: perché   la morale è sempre quella, la girella fa lardella). Una volta cotte, occorre lasciarle riposare il tempo di dividere una fetta di pan carrè in due, scegliere quella che è venuta meglio e adagiarla sul piatto come contorno dei vegetali che di lì a poco condirete con un filo millimetrico di olio, sale e un accento di aceto balsamico.
Che ci vuole? In dieci minuti, salvo imprevisti o letture imprescindibili sui dorotei che inculano Fanfani, il
vostro piatto è bello che pronto.

Cucinare è facile.

Con una ricetta in mano potrei infarcire un cervo di anatra all'arancia!

Gli incidenti di percorso succedono a tutti. Alcuni poi non possono in alcun modo inspessire i fascicoli di prove  sulla mia presunta incapacità dietro ai fornelli.
Fare il caffè, per esempio, è come guidare la macchina. Càpita di grattare quando metti la quarta o di inserire la
terza mentre vai a 140 in autostrada. Mi sbaglio?
E quindi esigo che la prova-caffè di martedì 29 agosto, ore 8.17 venga stralciata dai fascicoli.

Il verbale della prova-caffè
Sono passate le otto da quattro minuti. Ema e Uff, svegliate dal trillo del cellulare, come una plurimedagliata squadra di nuoto sincronizzato, puntano il gomito sul fianco, si girano verso il bordo del letto e rotolano giù con la grazia di nonna Papera.
Ema e Uff, appene sveglie, non fanno nemmeno la pipì. Lavarsi poi... non se ne parla.
Cibo, cibo dove essere mangiare?

Mentre nella testa girano pensieri primordiali le due arrivano in cucina, prendono la caffettiera-numero-due, la smontano e fanno il caffè.
L'occupazione del tempo nei minuti che seguono è standard come scambiarsi il segno della pace a un certo punto della santa messa: aprire le finestre e soddisfare con tre biscotti gli istinti altrettanto primordiali del cane Paco.
Dopo avere sfamato il cane Paco detto anche la-bestia-bianca-con-la-fiatella, Ema e Uff preparano la tazza con lo
zucchero, ci mettono vicino il cucchiaino e cominciano a fissare con ansia la caffettiera-due che sta sul fuoco.
Bolle.
Ema e Uff ci guardano dentro e misurano a occhio il contenuto: 1 cm di caffé scarso, ma molto denso.
Ok, è arrivato il momento di lavare la caffettiera-numero-due e di cominciare a usare la numero-tre.
La pigrizia della caffettiera-due, pensano Ema e Uff, è dovuta a un temporaneo otturamento causa incrostazione.
Versato il centimetro di caffè concentrato nella tazza Ema e Uff preparano la caffettiera-numero-tre e dopo qualche minuto ecco pronto il caffè-latte.
Quando la caffettiera-due finisce nel lavello Ema e Uff si accorgono di avere dimenticato un pezzo nel montaggio...
"Che sarà mai? è come grattare mentre metti in quarta" dicono all'unisono.


Poi prendono carta e penna e scrivono la ricetta del caffè-latte tostato:
prendere la caffettiera-numero-due, smontarla e riempirla di acqua e di caffè, poi chiuderla senza inserire l'imbutino centrale.
Prendere la caffettiera-numero-tre, smontarla riempirla di acqua, inserire l'imbutino colmo di caffè e chiudere la  caffettiera.
Mettere sul fuoco per qualche minuto.
Quando i caffè sono pronti miscelarli in una tazza grande dove avete già messo un cucchiaio di fruttosio e versato 200ml di latte
tiepido.
Mescolare e accompagnare con due biscotti secchi e 20 gr di grana.
Gradite i sapori forti? Allora è possibile aggiungere anche mezza tazzina di caffè rimasto il giorno prima.

Se dopo avere consumato la vostra colazione avvertite un leggero senso di nausea o brusciore allo stomaco avete sbagliato qualcosa nelle proporzioni (ma le leggete o no le ricette?). È probabile che abbiate usato troppo latte oppure mescolato troppo rapidamente il preparato.

Perché Ema e Uff ci tengono al buon gusto, ai sapori calibrati e soprattutto genuini, perché Ema e Uff sanno cucinare.
Ed è per questo che stanno pensando a un uso più creativo delle Big Babol
 


 

postato da: ema alle ore 01:10 | link | commenti (8)
categorie: io e me, io click e foto, io e cucina