
(Anche a noi ci piaceva ballare davanti allo specchio)
Sedici anni e dieci chili di troppo.
"Betty, così non va, smettila di suonare quella pianola del cazzo e mangiare pringles dalla mattina alla sera" dice la mamma.
Dopo aver messo il lucchetto al frigorifero, la signora Rosemary B. iscrive la figlia a un corso di danza moderna.
Infagottata nel suo paltot grigio, capelli raccolti in un fiocco rosso, Betty, il 23 gennaio del 1994, varca la soglia della palestra comunale, e quando raggiunge lo spogliatoio, si nasconde in un angolo, ben intenzionata a non schiodarsi da lì nemmeno sotto la minaccia di una dieta a zona.
Il nascondiglio non funziona, e Betty viene scoperta presto da quelle due biondine che vanno alla sua stessa scuola.
Sì, proprio quelle due sfigate: Sciantal, la spilungona bionda detta tabula da surf (più o meno come quella espressione in latino, sì), e Finferly (quasi come i funghi, sì) la tappetta extra dry altrimenti detta mouth ferrata (quasi come una rotaia, sì).
“Ehi, che ci fai lì tutta sola, fra un po’ inizia la lezione?” dicono le due facendo ondeggiare in sincrono le braccia.
“Io non ci vengo di là, neanche morta, io non ballo!”
“Tu non balli?”.
Le due si bloccano assestando un rigido colpo di fianco esterno destro e piantando la mano aperta sulla coxo-femorale.
“No, io non ballo e non lo farò mai e poi mai e poi mai!”.
Le due, impietrite, sbarrano ulteriormente gli occhi e producono lo sguardo sottoinsu, anche se Betty è giù.
“Oh my god!” esclamano.
Dopo aver finto uno svenimento, Sciantal e Finferly decidono che la missione della loro esistenza è quella di convincere Betty a ballare.
E daje e ridaje si arriva all’accordo: a ogni passo di danza ben eseguito un mini tubo di pringles hot & spicy...
Ore 23.17 – Interno notte – Transilvania live di via Paravia a un numero civico poco lontano dall’incrocio con una via che più o meno suona così: Cercopitecala – Milano comunque
Ema nel tentativo vano di allungarsi di trenta centimetri per vedere che scarpe portano le tre fighette a pois sul palco, si arrende di fronte al suo metro e cinquantasei di statura e, anche se un po’ indispettita per il poco spazio intorno a sé, ancheggia e sorride molto.
Uff, in evidente stato oggi-sono-molto-rock-ma- avevo-già-il-biglietto- di-questo- prevedibile-concerto-a-pois, si gira verso l’ormai noto fustigatore di Vasco Rossi, ovvero Il Bdd e grida direttamente nel suo padiglione auricolare.
“Sicuramente si sono conosciute a un corso di ballo!”
Braccia conserte, l’ormai arcinoto fustigatore, ovvero il Bdd risponde.
“Sicuramente non si sono conosciute a un corso di musica!”
La sintesi è il suo mestiere!
Il finale, in cui Ema e Uff hanno tentato di investire l’uomo altrimenti noto come colui che un anno fa si è sbarazzato delle due cacciandole su un treno della metropolitana che si presumeva essere l’ultimo della notte, si potrebbe tralasciare se non fosse utile a rimarcare la bontà d’animo delle nostre che si sono lasciate intenerire dalle ‘imprevedibili’ calze a righe della fidanzata che gli camminava a fianco.
Nonostante gli scazzi pesanti che negli ultimi giorni le hanno viste affilare lame taglienti per fare uno scalpo di quella pesante chioma corvina che si ritrovano in testa, la parte avversativa del blog insieme a quella insofferente, cioè Ema e Uff, in totale accordo su un pensiero, decidono di esprimerlo in una nota congiunta come nella migliore tradizione confederale. 
Mi chiamo Roberta e tu?
(non ho 40 anni ci tengo a dirlo anche se non è importante)
In questi giorni sono di poche parole. Mi rendo conto. Fate un giro qui e qui.
Del resto, io non scrivo dei libri che leggo, figuriamoci di quelli che ancora non ho letto.
Ma Aldo Nove merita fiducia a prescindere!
Vorrei lanciare una campagna.