Lei e il suo blog

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Questo è un blog personale e dunque cazzo lo leggi a fare? Non potresti, ma... nessuno ti vede, tanto meno quell'ingenua lì sopra. Fregatene! Ma soprattutto, TU, che sei arrivato qui digitando Lola Falana, dimmi un po': perché la cerchi? e soprattutto, l'ultima volta che l'hai vista stava bene?

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domenica, novembre 12, 2006

E il terzo giorno gattone sparì per davvero
(mi immagino Ettore che gioca con i bambini di Satana - part 3)



Arriva il terzo martedì. Parcheggio la macchina poco prima del negozio di animali.
Scendo e mi dirigo verso la vetrina.
Non vedo l'ora di comunicare a gattone il suo nuovo nome: Ector de Pectore Gonzalo degli Ambros.
Ci arrivo davanti e al secondo piano, gabbietta a destra, gattone non c'è più.
Sparito!
Mi prende il panico e non riesco neppure a entrare nel negozio per chiedere che fine ha fatto Ettore.
Nessuno avrà mai il coraggio di dirmi che è stato venduto a due ragazzini pallidi pallidi, con i capelli lunghi nero corvino e una croce conficcata nella lingua.
Mi prende lo sconforto e comincio a deambulare cercando di dirigermi verso nord.
Tutta la gente attorno cammina spedita. Io no, devo pensare lentamente, e i miei passi devono andare a tempo.
Com'è vuota la mia vita senza Ettore.
Mi fermo all'altezza di via Montevideo e mi avvicino con voracità alla vetrina di Pane e cioccolato. Vendono lingue di gatto glassate e me ne vado schifata.
Continuo verso corso Genova e il vuoto creato da Ettore comincia a farsi voragine.
Paradisi artificiali! Solo quelli potrebbero lenire il mio dolore.
Allora entro in un negozio di giocattoli e scelgo il koala di peluche più grande dello scaffale; alla cassa mi dicono che costa 50 euro - cazzo, più di Ettore! - lo abbandono sul bancone e me ne esco con il vuoto cosmico che sta deglutendo la milza.
Quella che segue è la registrazione fedele della scatola nera contenuta nella camera d'aria che ormai fluttua per via Torino: entro alla Fnac e compro il cd di Bugo. Esco. Arrivo in Duomo, poi a San Babila, poi corso Venezia.
Vorrei camminare fino a Sesto-Rondò, ma ricordo di avere un appuntamento con la mia amica Fra davanti allo spazio Oberdan dove mi posiziono esanime.
La Fra arriva dopo qualche minuto. Ha la giacca verde e le scarpe verdi. Mi vede, allarga le braccia e io le corro incontro e mi faccio abbracciare.
"Gattone non c'è più! Gattone non c'è più!" le dico nell'orecchio.
Lei si spaventa molto perché pensa che è morto qualcuno.
"Portami a mangiare qualche schifezza!" chiedo supplichevole.
Allora lei mi porta da McDonald, io mangio il mcMenu e dopo qualche ora il vuoto cosmico è sparito.
Ettore in poche ore è un lontano ricordo.
La colica notturna, in tal senso, ha fatto miracoli.

(Questa era la fine. E a dire la verità, ogni tanto a Ettore ci penso ancora)

postato da: ema alle ore 15:17 | link | commenti (17)
categorie: io e me
giovedì, novembre 09, 2006

Gattone non può crescere in vetrina
(e  mi immagino Ettore arrotolato sulla mia pancia quando ho le mestruazioni - part  2)





Arriva il martedì, e come ogni settimana mi ritrovo in via Solari.
Rieccomi per la seconda volta davanti al negozio di animali.
Guardo dentro e noto che le vetriniste hanno rifatto l'allestimento.
Tutti i mici sono cambiati, tranne gattone che è rimasto al suo posto: secondo piano, gabbietta a destra.
Vado via incazzata.
Non riesco a capacitarmi che un gatto così bello non venga comprato.
I milanesi vogliono solo i gatti di marca, oppure i gatti a tinta unita, oppure rossi tigrati. Ma il tigrato grigio lo schifano. Ecco la verità.
Ma gattone non può certo crescere in vetrina.
Chiamo Elga, la mia amica olandese che alcuni anni fa lavorava in vetrina, e mi informo sulle eventuali conseguenze di una vita passata sotto lo sguardo assatanato di esseri che godono
come maialini pastrugnati nel fango
Lei mi dice che a un certo punto non ce la faceva più,  ha dovuto smettere. Poi è andata pure in analisi.
Povero gattone...
Se la settimana prossima è ancora in vetrina, entro nel negozio, chiedo quanto costa, lo pago e lo porto via!
Intanto comincio a fantasticare sulla mia nuova vita con gattone.
Immagino gattone lungo lungo sui miei piedi che mi riscalda nei mesi più freddi dell'inverno.
Gattone arrotolato che dorme sulla mia pancia quando ho le mestrauzioni.
Gattone che mi lecca le guance quando ho il torcicollo.
Gattone che mi spalma l'olio di tigre sulle tempie quando ho il mal di testa.
Gattone convertito al comunismo dopo la castrazione.
Gattone che si versa i croccantini e si apre le scatolette quando ha fame.
Gattone che si prepara il Martini cocktail quando ha sete.
Gattone che ritira la posta e porta fuori l'umido il martedì e il venerdì.
Gattone che prenota i biglietti dell'aereo.
Gattone che risponde al telefono quando il conto in banca è in rosso.
Quante cose stanno per cambiare, penso.
E questo gattone mi ci voleva proprio!

(questo post è una seconda puntata frutto delle sinapsi unificate di Ema e Uff! Ecco cosa voleva dire quel part  2 all'inizio)

postato da: ema alle ore 20:29 | link | commenti (6)
categorie: io e me
mercoledì, novembre 08, 2006

Gattone non c'è più
(forse l'hanno comprato anche se era un po' normale  - part 1)


(questo gattone non è Fra', è Vito che ho trovato
su www.gattimammoni.it e che si è perso due anni fa.
Chissà se lo hanno trovato!)

Da quasi un mese, il martedì, avevo tre buone ragioni per andare a Milano.
Non ci sono le prove dell'accaduto, ma ieri, una di queste ragioni potrebbe essere stata comprata.
Passando per via Solari, avevo conosciuto gattone, ovvero il Mario Rossi dei gatti.
Era un gatto tigrato grigio, il classico gatto domestico alto e con le zampe grosse. Era uguale uguale a Francisco Rodriguez Alberton de la Jirola, il gattone che avevo avuto tanti, ma tanti anni fa. Quello che avevo amato più di tutti i felini passati per casa. E che, per comodità, potete ricordare anche con il solo nome di Fra'.
Purtroppo Fra' era un gattone permaloso che non reggeva gli insulti. E una sera, dopo essere stato apostrofato malamente per avere spruzzato urina sul divano, uscì di casa e non tornò mai più.
Aveva un senso della proprietà troppo forte e questo, a volte, creava degli attriti con i componenti più radicali della famiglia. Per prima, la sottoscritta.
Era convinto di avere ragione. Ma giuro, era l'unico difetto che aveva.
Un'altra versione dice che Fra', siccome era proprio un bel gattone, è stato rubato dai barbari di destra che vivono queste zone lacustri.
"La proprietà l'è un diritto, mica un furto - gli dicevano per attirarlo - ti ghè rasun ti". E così, pare, lo hanno incastrato per festeggiare l'imminente arrivo della primavera spezzettandolo e infarcendolo con la polenta e un po' di bruscitt.
Quelli hanno fatto la polenta alla Fra' oppure la Fra' polenta. Quelli in ogni caso sono dei fascisti e
polentoni di merda.
Era l'otto marzo. E una cosa è certa, Fra' uscì definitivamente di scena.
Poi, qualche settimana fa, passo davanti alla vetrina di questo negozio di animali e butto dentro l'occhio.
Non ci posso credere: in vetrina c'è gattone. È ancora cucciolo, ma si capisce che fra qualche mese sarà un signor Mario Rossi dei gatti.
A quel punto mi accorgo che gattone in vetrina è identico a Francisco.
E piango un po'.

Poi asciugo le lacrime e giro l'angolo.
E Francisco?

Francisco chi?

(post a puntate realizzato grazie alle sinapsi unificate di Ema e Uff, le salvatrici dei gattoni)

postato da: ema alle ore 19:15 | link | commenti (13)
categorie: io e me
mercoledì, ottobre 25, 2006

Ritornerai
(una parentesi di commozione)

Io canterò politico/ Quando voi starete zitti/ E tutti i vostri slogan/ Saranno ormai sconfitti.
Tre cose aveva Bruno Lauzi che mi piace dire.
Una disponibilità smisurata che arriva a regalarti delle parole anche quando il fiato è corto e sta per finire, l’autonomia e la capacità di passare da cagate pazzesche a piccoli gioielli. 
Au revoir!

postato da: ema alle ore 15:02 | link | commenti (2)
categorie: io e me, io e cultura generale
martedì, ottobre 24, 2006

Tre Pipettes sul comò

(Anche a noi ci piaceva ballare davanti allo specchio)

Sedici anni e dieci chili di troppo.
"Betty, così non va, smettila di suonare quella pianola del cazzo e mangiare pringles dalla mattina alla sera" dice la mamma.
Dopo aver messo il lucchetto al frigorifero, la signora Rosemary B. iscrive la figlia a un corso di danza moderna.
Infagottata nel suo paltot grigio, capelli raccolti in un fiocco rosso, Betty, il 23 gennaio del 1994, varca la soglia della palestra comunale, e quando raggiunge lo spogliatoio, si nasconde in un angolo, ben intenzionata a non schiodarsi da lì nemmeno sotto la minaccia di una dieta a zona.
Il nascondiglio non funziona, e Betty viene scoperta presto da quelle due biondine che vanno alla sua stessa scuola.

Sì, proprio quelle due sfigate: Sciantal, la spilungona bionda detta tabula da surf (più o meno come quella espressione in latino, sì), e Finferly (quasi come i funghi, sì)  la tappetta extra dry altrimenti detta mouth ferrata (quasi come una rotaia, sì).
“Ehi, che ci fai lì tutta sola, fra un po’ inizia la lezione?” dicono le due facendo ondeggiare in sincrono le braccia.
“Io non ci vengo di là, neanche morta, io non ballo!”
“Tu non balli?”.
Le due si bloccano assestando un rigido colpo di fianco esterno destro e piantando la mano aperta sulla coxo-femorale.
“No, io non ballo e non lo farò mai e poi mai e poi mai!”.
Le due, impietrite, sbarrano ulteriormente gli occhi e producono lo sguardo sottoinsu, anche se Betty è giù.
“Oh my god!” esclamano.
Dopo aver finto uno svenimento, Sciantal e Finferly decidono che la missione della loro esistenza è quella di convincere Betty a ballare.

E daje e ridaje si arriva all’accordo: a ogni passo di danza ben eseguito un mini tubo di pringles hot & spicy...

Ore 23.17 – Interno notte – Transilvania live di via Paravia a un numero civico poco lontano dall’incrocio con una via che più o meno suona così: Cercopitecala – Milano comunque

Ema nel tentativo vano di allungarsi di trenta centimetri per vedere che scarpe portano le tre fighette a pois sul palco, si arrende di fronte al suo metro e cinquantasei di statura e, anche se un po’ indispettita per il poco spazio intorno a sé, ancheggia e sorride molto.

Uff, in evidente stato oggi-sono-molto-rock-ma- avevo-già-il-biglietto- di-questo- prevedibile-concerto-a-pois, si gira verso l’ormai noto fustigatore di Vasco Rossi, ovvero Il Bdd e grida direttamente nel suo padiglione auricolare.
“Sicuramente si sono conosciute a un corso di ballo!”
Braccia conserte, l’ormai arcinoto fustigatore, ovvero il Bdd risponde.
“Sicuramente non si sono conosciute a un corso di musica!”
La sintesi è il suo mestiere!

Il finale, in cui Ema e Uff hanno tentato di investire l’uomo altrimenti noto come colui che un anno fa si è sbarazzato delle due cacciandole su un treno della  metropolitana che si presumeva essere l’ultimo della notte, si potrebbe tralasciare se non fosse utile a rimarcare la bontà d’animo delle nostre che si sono lasciate intenerire dalle ‘imprevedibili’ calze a righe della fidanzata che gli camminava a fianco.

Olà J, qui si scherza, ovvio!


postato da: ema alle ore 14:06 | link | commenti (9)
categorie: io e me, io e cultura generale
mercoledì, ottobre 11, 2006

È solo un herpes, tranquille Ema e Uff
(un piccolo aggiornamento a reti unificate)
Se qualcuno ieri si trovava dalla parti di Lampugnano intorno alle 13 e ha visto una tizia aggirarsi fra i piani del parcheggio piangente e urlante mi hanno rubato la macchina, mi hanno rubato la macchina, ecco, volevo rassicurare i malcapitati  che la macchina in questione è stata ritrovata dal cassiere del parcheggio esattamente nello stesso posto dove era stata parcheggiata la mattina. Era solo nascosta da un enorme fuoristrada del cazzo!

Ma parliamo delle cose serie! Ho un herpes e un arcipelago di brufoli sul mento talmente evidenti che anche il ragazzotto che in genere è solito concentrasi sulle mie tette, non è si fatto problemi a dirmi ehi, ma hai dei brufoli...Quindi ho dei brufoli sì, e un herpes, il secondo della mia vita, che mi ha gonfiato così tanto il labbro inferiore che sembro le prove generali di un lifting venuto male. Comunque, così conciata, oggi vado da quella strozetta dell'estetista che fra un strap e l'altro mi guarda in faccia e mi dice però hai una bella pelle.
Avere a che fare con delle stronze può capitare tutti i giorni. Pagarle anche, se hai bisogno di una deforastazione efficace. Aggiungere al salatissimo prezzo di una colata di cera calda altri 45 euri di crema corpo levigante idratante tonificante ovviamente all'acido glicolico non ha alcun corrispettvo in nessuna forma di vita intelligente.
Dunque, prima o poi, mi merito di sciogliermi sotto l'effetto di una crema all'acido glicolico venuta male. Sciogliermi in un'enorme ameba gelatinosa quale sicuramente sono stata nella mia vita precedente.

Cominciate a segnare il nuovo pacco anti-smagliature (perché il mio è anche un servizio pubblico): si chiama JMF (marca) Tone body care. Tenetela in stand by e fra qualche settimana vi dirò che ne penso.

Ho tralasciato un particolare: il ragazzotto che mi ha detto dei brufoli l'ho mandato a fanculo e gli ho detto che le mie tette non le può più toccare.

postato da: ema alle ore 20:22 | link | commenti (13)
categorie: io e me, io creme e smagliature
lunedì, settembre 25, 2006

Preferisco quella artificiale. Dovesse servire
(piccola intrusione nello sconforto plurale)






Peggio sarebbe un intervento chirurgico a cuore aperto.
Peggio sarebbe la sostituzione della mitrale con una valvola di pelle di maiale.
Peggio sarebbe subire l'intervento senza un'anestesia generale, con le telecamere puntate sul cuore, il sottofondo della voce di Anna La Rosa e il suo triplo strato di matita nera a venti centrimetri dalla mascherina dell'ossigeno.
Lo so.
Pur tuttavia (accipicchia), per motivi che sarebbe noioso raccontare, Ema e Uff sono molto stanche, sconfortate e di pessimo umore.
Quell'ingenua di Ema ha pure scoperto che è finita l'estate. Uff lo sapeva già, ma le era sembrato superfluo avvertirla. Forse, ci sarebbe arrivata da sola. E infatti.
Ora hanno solo bisogno parole di conforto.
Ma accettano anche quelle di commiserazione.
Dai. Forza. Coraggio. Poverine. Che carine.
Insomma, va bene quasi tutto!
Non lasciatele in balia l'una dell'altra.
Potrebbero prendere il telefono e cercare di stabilire dei contatti con il genere maschile.
E questo è il male.
E voi non volete il male per Ema e Uff.
Vero?

postato da: ema alle ore 20:21 | link | commenti (6)
categorie: io e me
mercoledì, settembre 20, 2006

Libero?
(no, provi a passare fra sette minuti)



Dai dai, passate in qualche Feltrinelli Feltrinelli, o in qualche altra libreria libreria, e comprate Toilet. Su-ddai su-ddai! (Ema)
Tu, dignità proprio zero! Però, se avete il culo pesante potete anche ordinarlo! (Uff)

postato da: ema alle ore 12:12 | link | commenti (17)
categorie: io e me, io e lavoro altrui
lunedì, settembre 18, 2006

Un sistema a due velocità
(forse una colonia potrebbe risolvere il problema)
Ema è troppo stupida e Uff non la regge più.

Oggi la parte imbecille del blog ha cercato su google "compagnia delle indie".
"Cazzo fai?" ha chiesto Uff.
"Esiste ancora la Compagnia delle Indie? perché vorrei chiedere un finanziamento per un soggiorno di sei mesi in Australia?" ha risposto.
Uff adesso si sta chiedendo con quanti litri di colonia è possibile annegare la parte cerebrolesa di questo blog.

postato da: ema alle ore 14:15 | link | commenti (3)
categorie: io e me
venerdì, settembre 01, 2006

L'angolo delle astuzie culinarie
(perché fare un caffè è come guidare la macchina mentre fai esplodere un palloncino di Big Babol sul parabrezza)

In giro si dicono delle cattiverie sul mio conto.
Voci, dicerie, leggende, stramaledette cazzate dei soliti invidiosi.
Prima che si dica anche che io, gli uomini, non li so prendere neppure per la gola, è meglio smentire.

Ore 17 di un venerdì appena passato.

Il messaggio che arriva mentre metto il vino in fresco è chiaro:
Pizza sul lago!
Anche se vederti cucinare sarebbe molto divertente.
Mai proporre delle alternative se la risposta potrebbe non piacerti.
Non è assolutamente vero che non so cucinare.
Con una ricetta in mano arrivo dappertutto!

Per esempio, giorni fa, ho scoperto come si preparano le verdure al vapore nel microonde. Ed è noto che con
quell'aggeggio io ho parecchi problemi...
Non è stato difficile, è bastato segnarmi la formula: due minuti si fa bollire l'acqua, nel frattempo si tagliano le verdure e quando suona l'allarme della bomba a orologeria si apre lo sportello, si estrae una specie di navicella spaziale, si avvisano i marziani che qualcuno vuole aprire la botola e avviare la procedura di inserimento del piattello forellato su cui, a seconda dei vostri gusti, avrete riposto delle verdure tagliate a cubi più o meno regolari e della stessa grandezza. In questo caso forme elicoidali o astratte potrebbero donare alla pietanza quella sfumatura in più che farà la gioia delle vostre papille.  Si chiude il tutto, si salutano gli alieni e li si mette a centrifugare su un raggio rotante per altri sei minuti.
Quando suona l'allarme le vostre verdurine saranno pronte. Leggere come prescrive la dieta a zona (40-30-30: perché   la morale è sempre quella, la girella fa lardella). Una volta cotte, occorre lasciarle riposare il tempo di dividere una fetta di pan carrè in due, scegliere quella che è venuta meglio e adagiarla sul piatto come contorno dei vegetali che di lì a poco condirete con un filo millimetrico di olio, sale e un accento di aceto balsamico.
Che ci vuole? In dieci minuti, salvo imprevisti o letture imprescindibili sui dorotei che inculano Fanfani, il
vostro piatto è bello che pronto.

Cucinare è facile.

Con una ricetta in mano potrei infarcire un cervo di anatra all'arancia!

Gli incidenti di percorso succedono a tutti. Alcuni poi non possono in alcun modo inspessire i fascicoli di prove  sulla mia presunta incapacità dietro ai fornelli.
Fare il caffè, per esempio, è come guidare la macchina. Càpita di grattare quando metti la quarta o di inserire la
terza mentre vai a 140 in autostrada. Mi sbaglio?
E quindi esigo che la prova-caffè di martedì 29 agosto, ore 8.17 venga stralciata dai fascicoli.

Il verbale della prova-caffè
Sono passate le otto da quattro minuti. Ema e Uff, svegliate dal trillo del cellulare, come una plurimedagliata squadra di nuoto sincronizzato, puntano il gomito sul fianco, si girano verso il bordo del letto e rotolano giù con la grazia di nonna Papera.
Ema e Uff, appene sveglie, non fanno nemmeno la pipì. Lavarsi poi... non se ne parla.
Cibo, cibo dove essere mangiare?

Mentre nella testa girano pensieri primordiali le due arrivano in cucina, prendono la caffettiera-numero-due, la smontano e fanno il caffè.
L'occupazione del tempo nei minuti che seguono è standard come scambiarsi il segno della pace a un certo punto della santa messa: aprire le finestre e soddisfare con tre biscotti gli istinti altrettanto primordiali del cane Paco.
Dopo avere sfamato il cane Paco detto anche la-bestia-bianca-con-la-fiatella, Ema e Uff preparano la tazza con lo
zucchero, ci mettono vicino il cucchiaino e cominciano a fissare con ansia la caffettiera-due che sta sul fuoco.
Bolle.
Ema e Uff ci guardano dentro e misurano a occhio il contenuto: 1 cm di caffé scarso, ma molto denso.
Ok, è arrivato il momento di lavare la caffettiera-numero-due e di cominciare a usare la numero-tre.
La pigrizia della caffettiera-due, pensano Ema e Uff, è dovuta a un temporaneo otturamento causa incrostazione.
Versato il centimetro di caffè concentrato nella tazza Ema e Uff preparano la caffettiera-numero-tre e dopo qualche minuto ecco pronto il caffè-latte.
Quando la caffettiera-due finisce nel lavello Ema e Uff si accorgono di avere dimenticato un pezzo nel montaggio...
"Che sarà mai? è come grattare mentre metti in quarta" dicono all'unisono.


Poi prendono carta e penna e scrivono la ricetta del caffè-latte tostato:
prendere la caffettiera-numero-due, smontarla e riempirla di acqua e di caffè, poi chiuderla senza inserire l'imbutino centrale.
Prendere la caffettiera-numero-tre, smontarla riempirla di acqua, inserire l'imbutino colmo di caffè e chiudere la  caffettiera.
Mettere sul fuoco per qualche minuto.
Quando i caffè sono pronti miscelarli in una tazza grande dove avete già messo un cucchiaio di fruttosio e versato 200ml di latte
tiepido.
Mescolare e accompagnare con due biscotti secchi e 20 gr di grana.
Gradite i sapori forti? Allora è possibile aggiungere anche mezza tazzina di caffè rimasto il giorno prima.

Se dopo avere consumato la vostra colazione avvertite un leggero senso di nausea o brusciore allo stomaco avete sbagliato qualcosa nelle proporzioni (ma le leggete o no le ricette?). È probabile che abbiate usato troppo latte oppure mescolato troppo rapidamente il preparato.

Perché Ema e Uff ci tengono al buon gusto, ai sapori calibrati e soprattutto genuini, perché Ema e Uff sanno cucinare.
Ed è per questo che stanno pensando a un uso più creativo delle Big Babol
 


 

postato da: ema alle ore 01:10 | link | commenti (8)
categorie: io e me, io click e foto, io e cucina
mercoledì, agosto 23, 2006

40-30-30
(ovvero una miriade di progetti del c****)


Ema e Uff in questi giorni sono simpatiche e felici come le cozze pelose che hanno mangiato crude dalle parti delle puglie.
Ema e Uff sono state anche negli abruzzi e sono molte contente di avere passato le vacanza in regioni plurali.
Uff ha rimuginato parecchio sul perché l'Abruzzo lo chiamano abruzzi e la Puglia la chiamano puglie, poi Ema ha avuto il sopravvento e ha talmente contagiato Uff che ora si fa fatica a dire quale delle due sia più cazzona.
Per questo Ema e Uff, nella più totale unanimità, hanno definito i prossimi progetti della loro esistenza comune seppur forzata.
Hanno meravigliosi progetti del c**** in testa come: rubare la salopette di John comeJohnTaylor e mettersi le forcine nei capelli senza bucare il cuoio capelluto.

Sarò tornata per davvero quando mi libererò del bidone dell'umido che ho dimenticato sull'uscio di casa. Mi sono accorta che era pieno quando il canePaco per passare faceva il giro largo.

postato da: ema alle ore 15:54 | link | commenti (9)
categorie: io e me
martedì, agosto 22, 2006

Comunicazione di servizio
(prego aiutare due disperate)
Se per caso voi o i vostri amichetti collezionisti di vinili degli anni sessanta foste in possesso del primo album di De André "Volume 1" anno 1967, quello con la versione 'sbagliata' di Bocca di rosa, vi prego, fate un'opera buona, contattate le proprietarie del blog (emauff@libero.it).
Lo so, è pieno il mondo di collezionisti di vinili anni Sessanta e sicuramente tutti leggono questo blog, ma tentare...

Ah, sono tornata, ma per finta! Tra qualche tempo magari torno davvero.

postato da: ema alle ore 18:01 | link | commenti (2)
categorie: io e me
sabato, agosto 05, 2006

Ragazze complicate/2
(Ema e Uff non partono...)
 
Càpita raramente che le due partano. In genere fuggono.
Guardano l'orologio, sbraitano, raccolgono tutto quello che hanno ammonticchiato sulla sedia, lo buttano in un zaino, si dimenticano il bidoncino dell'umido sotto il sole di agosto e scappano.
Succederà anche questa volta considerato che da qui alla partenza, prevista fra un giorno e mezzo, devono ancora ammonticchiare i vestiti sulla sedia, pulire gli scarponcini da trekking incrostati, ripassare lo smalto sulle unghie dei piedi...
Purtroppo Uff non è riuscita in nessun modo a far capire a quella cazzona di Ema che il suo rouge-noir Chanel spennellato sulle unghiette, nello scarponcino da trekking ha lo stesso effetto di un preservativo fissato sulla bacheca con una puntina nel posto sbagliato.
E non è ancora finita: devono lavare due reggiseni, mandare varie email, riscuotere denaro, pagare un aguzzino, andare al festival di Locarno e fidanzarsi con Lo Cascio.
A parte il fidanzamento con Lo Cascio, che due settimane fa ha pensato bene di sposarsi... tutto il resto è possibile.

E così oggi Uff ha puntato la sveglia alle 15.25. Quando ha cominciato a suonare lei ha smesso di leggere, ha preso un foglio bianco, un pennarello e ha cominciato a scrivere una lista.
Arrivata al punto due, ha piegato il foglio, ha preso la borsa, le chiavi della macchina e in un attimo era in farmacia. 
Dopo essersi alleggerita di 51.77 euro è ritornata a casa con la certezza di avere le uniche cose importanti per le prossime settimane: tubetto nuovo di crema antismagliature e una protezione solare per la prevenzione del fotoinvecchiamento (perché l'effetto seppia, diciamolo pure, sta bene solo sulle fotografie).


Intanto Ema, dopo essersi pittata le unghie dei piedi, entrava nella modalità tamarra dell'estate: canottiere insulse, calzoncini e tatuaggi a vista.

Al rientro dalla farmacia Uff l'ha guardata schifata e con la certezza che neppure una mutanda, nel frattempo, era finita nello zaino l'ha maledetta per il resto dei suoi giorni.



"Scusate, sono fuori di me e non riesco a rientrare"
[Luigi Tenco e prima di lui,
poco diversamente, Anton Cechov]

postato da: ema alle ore 18:32 | link | commenti (5)
categorie: io e me, io creme e smagliature, io click e foto
martedì, agosto 01, 2006

Ragazze complicate/1
(con l'ombrellone ficcato nel bip...sporca estate!)

Non che le due non c'entrino nulla l'una con l'altra.
Anzi, hanno pure la stessa taglia e lo stesso numero di scarpe.
Poi, tutte e due, si dimenticano sempre il tempo di cottura delle uova sode.
Auspicano l'autogestione e l'autodeterminazione dei bucati difficili.
Amano la verza e le barbabietole.
Odiano le smagliature tanto che insieme hanno fatto la fortuna della Rilastil.
Agitano barattoli pieni di integratori al tempo di cucaracha dopo aver mangiato grassi in formato colla-di-pesce.

Ma soprattutto, pensano di poter fare ogni cosa con la naturalezza con cui si beve il cappuccino la mattina.
Si dimenticano che naturalmente loro riescono solo a mangiare, cacare e piangere come i bambini.
E questo le rende un po' complicate.
Così terribilmente appartenenti alla categorie "quelle che si complicano la vita" da allontanare subito dopo avergli impresso la lettera scarlatta sulle tette.



Quindi Ema e Uff, in comune, hanno di essere un po' scassapalle e di agitare tubetti di integratori al tempo di cucaracha...ok?

Poi c'è la musica da mettere sull'autolaghi il primo di agosto.

"Mettiamo Radio Due, mettiamo Radio Due...." dice con insistenza Ema.
"Perché proprio Radio Due?" chiede Uff già spazientita.
"Non per forza Radio Due, una radio qualsiasi, una radio qualsiasi"
"C'è proprio bisogno di ripetere le cose due volte?"
"Sì, sì, dai, dai, mettiamo la radio, mettiamo la radio!"
"Sto mettendo un ciddì"
"Prima la radio, prima la radio!"
"Sto mettendo un ciddì, sto mettendo un ciddì, sto mettendo un ciddì...guarda il labiale, sto mettendo un ciddì, cazzo!"
"Le tue pippe non le voglio sentire..."
"E io non voglio sentire un tizio che vorrebbe pisciare sulla mia abbronzatura..."
"E ma io sì!"
"E ma tu non scassare le palle, vuoi davvero la canzone per l'estate?"
"Sì, sì, voglio proprio quella, proprio quella!"
"E invece nel bip del mio lettore ci caccio questa, ok?"
"Fanculo te e pure Ciampi!"

Allora, quella frivola di Ema si spancia dalle risate quando sente la canzoncina dell'estate di Simone Cristicchi. Poi dice che non le piace, però ride come una cretina...

Oggi, l'unico obiettivo di Uff era sedare l'ilarità della parte avversativa e insopportabilmente felice di questo blog. Sporca estate!

NCM
"Sporca estate" (che spero si riesca ad ascoltare anche senza la preziosa collaborazione tecnica del BDD che in questo momento non è nel pieno possesso del suo garage) è di Piero Ciampi, il poeta. L'album, anno 1971, è "Piero Ciampi". Nello stesso 33 c'è anche "Barbara non c'è" quella che dice così: Ma Barbara non c'è, ha chiuso casa e se ne è andata ed ora...Tutte le sue scarpe sono qui. Il mio amore è scalzo il mio amore è scalzo.
Per intenderci!

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categorie: io e me, io e cultura generale
lunedì, luglio 24, 2006

È vero, è vero, è vero/2
(quando lui ha il colpo di genio di precederti di qualche passo)
Avvertenza: se arrivate in fondo c'è un regalino!

Mentre Uff sbuffando si accorge che non c'è nessun tram di passaggio sul quale salire e fuggire, la parte avversativa di questo blog, cioè Ema, si gira verso ciuffo-leggiadro che incurante di quanto sta succedendo alla sua damigella, continua a camminare per via Torino.
È nel preciso momento in cui lui si trova ad anticiparla di un paio di metri che la parte avversativa di questo blog indietreggia, prende per mano quella insofferente di Uff, la scuote, la strattona e la costringe a girarsi. Essendo Uff alta esattamente come Ema, lo sguardo di entrambe si fissa sulla fascia equatoriale del bipede che cammina baldanzoso.
Di tutto si può dire di Uff, tranne che sia stupida-stupida, e dimenticati il due, il quattordici e l'intera rete di superficie milanese, ecco che Ema e Uff, sbottano all'unisono in un quanto mai istintivo: "che culo!".
Recuperata in extremis l'unità sindacale Ema e Uff cominciano a percepire allo stesso e identico modo una realtà parallela che non ha nulla a che fare con quella di via Torino ore 19 di un qualunque e anonimo giorno della settimana.

Mi blocco.
Quelli che sento sono uccellini e tanti violini, sono voci di putti paffuti, sono fraseggi con l'accento all'insù.
È vero, è vero, è vero, è vero, è vero...
C'è Umberto Bindi che sta cantando con il mento appoggiato alla mia spalla.
Lo guardo e mi accorgo che anche lui sta puntando gli occhi sulla fascia equatoriale di ciuffo-leggiadro.
"Senti Umberto, lascia stare, quello non ha nulla a che fare con Morrissey, ok?"
"Ok ok stavo solo guardando..."
"Ecco, vedi di accontentarti che al resto ci penso io".
Raggiunta la pace anche con Umberto, lui riprende a cantare.
È vero, è vero, è vero, è vero, è vero...
"Umberto, ma è vero che cosa?" gli faccio a un certo punto.
"È vero, amore è vero esistono gli angeli
è vero, amore è vero io credo ai miracoli
ognuno mi stende una mano,
ognuno mi offre una rosa
le strade, la folla, ogni cosa è bella con te...."

Mentre io sto a cazzeggiare con Bindi, il bipede baldanzoso è quasi arrivato in Porta Ticinese.
E siccome in via Torino nessuno mi tende la mano e nessuno mi offre una rosa, comincio a correre e a dribblare tamarri  vestiti come le Vibrazioni.
In un attimo sono alle colonne accanto a ciuffo-leggiadro.
"Dov'eri finita?" mi chiede lui.
"Non puoi immaginare, sai, non indovinerai mai cosa mi è successo?"
"E dai, dimmelo..."
"C'erano le ballerine con i brillantini che cerco da tre mesi, erano in saldo, e cazzo, manco a dirlo, non c'era il 36..."
"Che sfiga!"
"Davvero davvero, dove si va Morrissey?"
"Dove vuoi baby - mi fa lui - but...don't forget me!".

Ci allontaniamo...

Per ovvii motivi di privacy la storia finisce qui. Non aspettatevi partecipazioni cartonate, perché tanto non ci saranno. E ora il regalino.


Il nuovo corollario musicale
"È vero" è una canzone dell'ultimo cd di Umberto Bindi...dove per ultimo si intende: ultimo-cd-di-bindi-che-ho-comprato.
Il pezzo è uno dei suoi primi e data l'anno 1960.
Lui non ha mai scritto i testi delle sue canzoni, bensì la musica, ma entra a buon diritto nella 'scuola genovese' dei cantautori (in realtà una scuola non c'è mai stata...questa espressione si usa solo per comodità). Fra loro era di certo il più preparato musicalmente. E dunque come gli altri - Tenco, Paoli, De andré, Lauzi - non va dimenticato.

Con la collaborazione tecnica de Il Blog della domenica (che mi sta prestando il suo garage) ecco per la prima volta una canzoncina sul mio blog. Ascoltate pure voi gli uccellini, i violini e i putti paffuti o le donne angelicate...
Proprio qui.

venerdì, luglio 21, 2006

È vero è vero è vero/1
(quei momenti in cui il due non passa mai, ma proprio mai)
Avevo questo appuntamento.
Arrivo puntuale. Strano!
Arriva pure lui. Stronzi quelli che hanno pensato: strano!
E mi sembra fresco come un fiorellino.
Lo guardo e mi accorgo che si è tagliato i capelli.
Sorrido. Perché penso che è stato molto carino a tagliarsi i capelli per il nostro primo vero appuntamento.
Faccio bene a sorridere. No?
Il taglio nuovo ha qualcosa di vagamente evocativo.
"Ehi, bel taglio!" dico
"Grazie, ti piace?"
"Carino, sì, è diverso dal solito"
"Eh sì!"
Ride e si pavoneggia un po'.
Cazzo ridi come una femminuccia? penso.
"Sono stato al concerto di Morrissey, e i capelli, ecco, il ciuffo vedi..." mi dice vergognandosi un po'.
Mi giro verso la strada nella speranza di sbattere il muso sulla porta aperta di un tram.
E ovviamente non c'è: merda!

Postato da UFF, la parte insofferente di questo blog.
Continua, ovviamente, con EMA...la parte avversativa dello stesso e identico blog.

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mercoledì, luglio 19, 2006

Mi scusi, una spugna formato gigante
(effetti collaterali della dieta a zone)


Nonostante gli scazzi pesanti che negli ultimi giorni le hanno viste affilare lame taglienti per fare uno scalpo di quella pesante chioma corvina che si ritrovano in testa, la parte avversativa del blog insieme a quella insofferente, cioè Ema e Uff, in totale accordo su un pensiero, decidono di esprimerlo in una nota congiunta come nella migliore tradizione confederale.
È uscito da qualche settimana il nuovo album di Riccardo Sinigallia "Incontri a metà strada". Non è esattamente il disco per l'estate. Meglio, è un disco per tutte quelle ore dei giorni che in estate diventano prima arancioni e poi blu. 
Comunque, non avrebbe mai vinto il Cantagiro ci fosse stato allora un Riccardo Sinigallia. 
Il disco lo trovo bello, elegante e piacevole come sospiri tiepidi sulla pelle. Solo non trovo sciolti i testi di almeno un paio di canzoni, ma per pareri esperti e qualificati, come al solito, rivolgetevi altrove.
In verità volevo dire che anche in questo disco le collaborazioni sono preziose.
A un certo punto il lettore segna 08: sono anni di pace di brutti sogni chiusi fuori.
Poi una donna languida emette un suono ripetuto tipo ahhh ahhh...
Secondo me sta per succedere qualcosa.
E infatti.

Sono anni di pace
Pieni di deboli ossessioni
Di frasi che non contano
Ma che fanno male


Ora, ci sono voci che avrebbero qualcosa di criptonitico anche leggendo la lista delle creme che devo comprare prima di partire.
Ora, ci sono voci che sentite in reading anche ben fatti possono lenire solo in parte l'assenza dei tempi furono.
Ora, ci sono voci che mi procurano l'insano desiderio di correre al supermercato, comprare una spugna spontex formato gigante e rotolarmi insieme a lei in mezzo a un prato disseminato qua e là di ricci in amore.
Ora, ci sono voci come quella di Emidio Clementi che mi fanno venire i dubbi sul fatto che la dieta a zona, la 40-30-30, agisca solo su due fondamentali ormoni: l'insulina e il glucagone.
No, ma siamo sicuri?

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lunedì, luglio 17, 2006

La spugna che attizza
(Io adoro Ernie il libidinoso)
La prima volta che l'ho vista - qualche sera fa in realtà - sono rimasta incollata alla televisione nella speranza di rivederla.
Poi ho scoperto che esiste YouTube... in effetti che esistesse lo sapevo già, ma non pensavo di poterlo usare con la mia rudimentale connessione a manovella. Ci vuole un po' di pazienza, ecco!
Comunque c'è anche questa versione francese e dance di Ernie il riccio libidinoso!

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domenica, luglio 16, 2006

IL DOSSIER
(Una ragazza facilmente influenzabile/3)

ENTRA IN SCENA HOLLY
È la notte del 13 luglio, a quattro giorni dalla vittoria dell'Italia, non si fa che parlare di una testa di ariete che ha sfondato la cassa toracica di un cornuto. Un match alla pari o una battaglia impari? Poco importa, sulla scia delle discussioni e del uè ma te dov'eri e te che hai fatto (pronunciato con rigorosa spocchia milanese) nelle conversazioni telefoniche della parte insoferrente di questo blog, Uff, spunta Mister Holly. Il brogliaccio delle intercettazioni è stato postato dalla parte avvesartiva del blog cioè da quella stronza di Ema.


13 luglio 2006 h 19.57
Holly, del famoso duo Holly e Benji, chiama Emauff.
Holly: "Guarda, non puoi immaginare la mia gioia l'altra sera quando ho saputo che la distanza che ci avrebbe separato era pari a 67, 4 km esatti..."
Emauff: "Guarda, non puoi immaginare quanto i rutti e le grattatine di palle dei tuoi splendidi amici mi siano mancate..."
Holly: "Certo, tu invece, gambe accavallate, mano sul ginocchio e cocktail sul tavolino, di tanto in tanto lanciavi un urletto coprendoti la bocca con quattro dita, nevvero?"
Emauff: "Non proprio, però nulla di volgare..."
Holly: "Ah ah...ormai lo sanno tutti, dai!"
Emauff: "Non capisco di cosa parli, e comunque tu non sei più mio amico!"
Holly: "Adesso non fare la capricciosa e racconta al tuo amichetto del cuore com'è andata"
Emauff: "Amichetto del cuore, amichetto del cuore 'sto cavolo!"
Holly: "Su, sì realistica non ci crede nessuno a quella roba lì sotto, le note ufficiali degli addetti stampa sono come gli atti della difesa di un boss mafioso..."
Emauff: "E cioè..?"
Holly: "Niente, lascia stare, dai, di' le cose al tuo amichetto preferito..."
Emauff: "Ma lo sai che il punto g non è il punto 9, e il punto 9 del resto non è proprio esattamente la stessa cosa del punto g, però si possono confondere, giuro!"
Holly: "Mmmhh"
Emauff: "Ah, tu non puoi capire!"
Holly: "Bene, ora che hai detto la tua stronzata, cominciamo a parlare seriamente?"
Emauff: "Sono serissima, moi!"
Holly: "Da quanto ci conosciamo, tanto, non merito certo di essere preso per il culo, no? ci vogliamo bene io e te, e allora raccontami com'è andata!
Emauff: "Io non ne posso più di questa storia, non ne posso veramente più"
Holly: "Tranquilla, che sarà mai?"
Emauff: "Allora, perché sei tu, perché sei mio amico, e ti conosco dalla prima elementare, perché so che sei una tomba, un amico, un fratello, sei il ganzo dei ganzi e so non mi tradiresti mai, che non mi giudicheresti neppure...Allora, l'altra sera, una volta arrivata al bar correndo in strada e urlando, ho cominciato a sorridere a tutti i tamarri del bar, soprattutto a quelli che ruttavano e bestemmiavano, poi quando la testa di ariete ha incornato il pirla, ho gridato con foga e ripetutamente pezzo-di-merda pezzo-di-merda pezzo-di-merda e poi ho fatto tutte le cose che fanno quelli che festeggiano: correre, gridare, bere la birra, tutto, tranne togliermi la maglietta e il reggiseno..."
Holly: "Ahahahahaha...."
Emauff: "Tu, amico fratello, quasi sangue del mio sangue, non ridere di me!"
Holly: "Sì, sì, amico fraterno del cippirimerlo, lo sai da quanto aspetto che la dai pure a me? dal liceo più o meno, e quindi cara amichetta, la parte avversativa di questo blog mi paga 50 euro per passargli questa telefonata, 75, se gliela sbobino per intero, cosa che farò non appena metterai giù, nulla di personale eh, amichetta, amichetta, amichetta tatata!"



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giovedì, luglio 13, 2006

Nota ufficiale
(una ragazza facilmente influenzabile/2)

I legali rappresentanti della signorina Emauff, Ullio Carcioppo e Umberto Righello, hanno annunciato un'azione legale nei confronti dei signori Mr Wine, Ginius e Il Blogdelladomenica per sequestro di persona.
I tre individui di ritorno da una gita in Friuli, appena arrivati a Milano, con la forza  hanno prelevato dall'auto su cui viaggiava come passeggera la loro cliente. Costretta a spintoni a entrare nel portone della casa di Ginius e Mr Wine , una volta in ascensore è stata insultata e minacciata pesantemente dal capo della banda. In casa è stata legata a una sedia davanti a una partita del pallone. Al termine del primo tempo,  il capo della banda decide di scendere al bar dei tamarri per continuare a vedere la partita in un effluvio di francesi-di- merda-francesi-bastardi-poporopopopopopò. La vittima viene allora legata a una bandiera dell'Italia della grandezza di due metri per sei e confezionata come un salame viene condotta in piazza XXIV Maggio dove sarà costretta ad assistere inerme a tutta la partita aggredita dalle zanzare e dai rutti del tizio con la fascia azzurra nei capelli che è seduto vicino a lei. Terminata la partita, la signoria Emauff ancora legata nella bandiera viene trascinata ripetutamente in mezzo alla folla festante fino alle due. Ricondotta a casa trascorrerà la notte legata alla ringhiera del balcone tra il rumore assordante dei caroselli. Verrà rilasciata solo la mattina duramente provata nell'anima e nel fisico.

Avv. U. Carcioppo
Avv. U. Righello


(nota postata dalla parte insofferente del blog, uff, mentre la parte avversativa, ema, giace sepolta in un campo di grano)

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giovedì, luglio 06, 2006

Questa non sono io
(sonni disturbati e sillabe impazzite)

Ma si chiama così quando cade una sillaba o quando cade anche un vocale?
E poi, questo accento dove sta? Sulla a, sulla po, sulla co, sulla pe.
E che cazzo, con tutte le cose che...con tutti i cazzi-in-mutande della nazionale che posso sognare la notte...
Com'è, come non è, all'alba mi sono alzata ho preso un libro con un glossario e sono andata alla voce apòcope per chiudere con almeno una certezza una notte disturbata.
I sogni degli altri annoiano. E' una regola.
Quindi, quello che ho fatto stanotte non lo racconto.
Solo due righe, giuro.
Correvo inseguita da alcune lettere e mentre scappavo gridavo alle parole rimaste: apòcopi di merda apòcopi di merda!

 


postato da: ema alle ore 09:50 | link | commenti (12)
categorie: io e me
domenica, giugno 25, 2006

Vota NO e per mangiare ti servirà la tessera della Cgil*
(amichi...le esplosive peripezie di e-ma-uff in cucina)



Prendete dal frigorifero due zucchine, lavatele quanto basta e affettatele il giusto. Sarebbe meglio a rondelle, ma se proprio avete optato per dei rombi, non prendetevela se poi il risultato non sarà così esplosivo come garantito dalla ricetta.

Prendete due pomodorini di Pachino e se non vi pesa troppo, passate sotto l'acqua pure quelli.
Quando avete finito di lavare gli ortaggi chiudete l'acqua e assicuratevi che il rubinetto non goccioli. C'è crisi idrica e non vorrei che per l'ansia di seguire passo passo queste istruzioni, vi dimenticaste che una goccia qui e una goccia là... e un giorno vi trovate in strada a gridare l'acqua rrivò, 'dduma ca pigghiamo l'acqua (dove 'dduma sta per: accendi il motorino. Il motorino - no Ciao, no Garelli, no Vespa, no Suzuki, no Valentino Rossi...- comunque il motorino aziona la pompa che fa arrivare l'acqua fino a una cisterna che si trova sopra il tetto di casa. Situazione, catalogabile nel sintagma prendere l'acqua, che in Sicilia, in estate, si ripete all'alba una volta ogni due giorni).
Sempre dal frigorifero oppure da sotto il culo della gallina estraete due uova.
Adesso fate scendere numero tre gocce di olio extravergine di oliva in una pirofila. Sopra le tre gocce di olio disponete ordinatamente le zucchine affettate. Tagliate a metà i pomodori e spremetene il contenuto sulle zucchine. A questo punto rompete le uova e fatele cadere sugli ortaggi così abbinati.
Cospargete di sale e pepe, mettete la pirofila nel microonde, chiudete e selezionate il tempo di cottura, diciamo di circa sei, sette, otto, nove, dieci, quindici minuti?

Ora non vi resta che prendere in mano una imprescindibile lettura sui funerali di Berlinguer e cominciare a leggere. Quando l'emozione vi bagnerà gli occhi e vi chiederete perché state piangendo per la morte di uno che fino a tre minuti prima vi stava sul culo, e, quando finalmente arriverete alla conclusione che il mondo amava Berlinguer perché il suo funerale è stato bellissimo, ecco, solo allora tonfi di artiglieria vi avvertiranno che qualcosa là dentro è successo.
Correte ad aprire il microonde, e dopo avere pulito andate a correggere la vostra ricetta.
Sei minuti, forse, possono bastare.

*tanto per citare un pirla


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giovedì, giugno 22, 2006

Io non so chi MeMe
(e non porto rancore agli sconosciuti)

5 cose nel mio freezer:

1. un cubetto di ghiaccio

2. un cubetto di ghiaccio

3. prezzemolo tritato

4. residuo confezione miniarancini (un insulto alla mia tradizione familiare)

5. un cubetto di ghiaccio

(sono andata a mente...)


5 cose nel mio armadio:

1. uno zaino invicta con su scritto i love janis joplin forever and now passa la canna prima che brusciaaa

2. un paio di calzini rossi rossi

3. un paio di calzini verdissimi

4. un paio di calzini gialli
(non si fosse capito era un 3x2 di Calzedonia...e quel giorno mi ero dimenticata di mettermi le calze e il mio analista bioenergetico non mi avrebbe mai ammesso nella sua stanzetta arredata feng shui. Come fare? Andare da Calzedonia a comprarne uno stock mi sembrò la soluzione ottimale. Poi ne misi solo un paio, sarebbe bastato.
Me le misi in un bagno della Sormani. Una volta uscita dal cesso mi sentivo normale, finalmente normale in mezzo a tutti i  maniaci e schizoidi che animano la Sormani fra la sala audiovisivi e quella per visionare microfilm).

5. un acquisto recente di cui vado fiera: una gonna bianca a palloncino con fiore
rosso gigante sul culo



5 cose nella mia macchina:

1. un crick

2. un triangolo rosso

3. rose appassite

4. ombrello

5. un giubbottino arancione fosforescente che ancora non sono riuscita a sfoggiare (inutile comprare le cose se poi devi tenerle nel cruscotto...)

Ovviamente il coprirotolo di cartaigienica fatto all'uncinetto lo tengo nello zaino della palestra.

5 cose nella mia borsa:

1. un biglietto dove ho scritto: se tu sei la prima persona onesta che mi ha trovato in queste condizioni
lungo la riva del Ticino, accasciata e pesta in faccia, se ti