Lei e il suo blog

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Questo è un blog personale e dunque cazzo lo leggi a fare? Non potresti, ma... nessuno ti vede, tanto meno quell'ingenua lì sopra. Fregatene! Ma soprattutto, TU, che sei arrivato qui digitando Lola Falana, dimmi un po': perché la cerchi? e soprattutto, l'ultima volta che l'hai vista stava bene?

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lunedì, luglio 24, 2006

È vero, è vero, è vero/2
(quando lui ha il colpo di genio di precederti di qualche passo)
Avvertenza: se arrivate in fondo c'è un regalino!

Mentre Uff sbuffando si accorge che non c'è nessun tram di passaggio sul quale salire e fuggire, la parte avversativa di questo blog, cioè Ema, si gira verso ciuffo-leggiadro che incurante di quanto sta succedendo alla sua damigella, continua a camminare per via Torino.
È nel preciso momento in cui lui si trova ad anticiparla di un paio di metri che la parte avversativa di questo blog indietreggia, prende per mano quella insofferente di Uff, la scuote, la strattona e la costringe a girarsi. Essendo Uff alta esattamente come Ema, lo sguardo di entrambe si fissa sulla fascia equatoriale del bipede che cammina baldanzoso.
Di tutto si può dire di Uff, tranne che sia stupida-stupida, e dimenticati il due, il quattordici e l'intera rete di superficie milanese, ecco che Ema e Uff, sbottano all'unisono in un quanto mai istintivo: "che culo!".
Recuperata in extremis l'unità sindacale Ema e Uff cominciano a percepire allo stesso e identico modo una realtà parallela che non ha nulla a che fare con quella di via Torino ore 19 di un qualunque e anonimo giorno della settimana.

Mi blocco.
Quelli che sento sono uccellini e tanti violini, sono voci di putti paffuti, sono fraseggi con l'accento all'insù.
È vero, è vero, è vero, è vero, è vero...
C'è Umberto Bindi che sta cantando con il mento appoggiato alla mia spalla.
Lo guardo e mi accorgo che anche lui sta puntando gli occhi sulla fascia equatoriale di ciuffo-leggiadro.
"Senti Umberto, lascia stare, quello non ha nulla a che fare con Morrissey, ok?"
"Ok ok stavo solo guardando..."
"Ecco, vedi di accontentarti che al resto ci penso io".
Raggiunta la pace anche con Umberto, lui riprende a cantare.
È vero, è vero, è vero, è vero, è vero...
"Umberto, ma è vero che cosa?" gli faccio a un certo punto.
"È vero, amore è vero esistono gli angeli
è vero, amore è vero io credo ai miracoli
ognuno mi stende una mano,
ognuno mi offre una rosa
le strade, la folla, ogni cosa è bella con te...."

Mentre io sto a cazzeggiare con Bindi, il bipede baldanzoso è quasi arrivato in Porta Ticinese.
E siccome in via Torino nessuno mi tende la mano e nessuno mi offre una rosa, comincio a correre e a dribblare tamarri  vestiti come le Vibrazioni.
In un attimo sono alle colonne accanto a ciuffo-leggiadro.
"Dov'eri finita?" mi chiede lui.
"Non puoi immaginare, sai, non indovinerai mai cosa mi è successo?"
"E dai, dimmelo..."
"C'erano le ballerine con i brillantini che cerco da tre mesi, erano in saldo, e cazzo, manco a dirlo, non c'era il 36..."
"Che sfiga!"
"Davvero davvero, dove si va Morrissey?"
"Dove vuoi baby - mi fa lui - but...don't forget me!".

Ci allontaniamo...

Per ovvii motivi di privacy la storia finisce qui. Non aspettatevi partecipazioni cartonate, perché tanto non ci saranno. E ora il regalino.


Il nuovo corollario musicale
"È vero" è una canzone dell'ultimo cd di Umberto Bindi...dove per ultimo si intende: ultimo-cd-di-bindi-che-ho-comprato.
Il pezzo è uno dei suoi primi e data l'anno 1960.
Lui non ha mai scritto i testi delle sue canzoni, bensì la musica, ma entra a buon diritto nella 'scuola genovese' dei cantautori (in realtà una scuola non c'è mai stata...questa espressione si usa solo per comodità). Fra loro era di certo il più preparato musicalmente. E dunque come gli altri - Tenco, Paoli, De andré, Lauzi - non va dimenticato.

Con la collaborazione tecnica de Il Blog della domenica (che mi sta prestando il suo garage) ecco per la prima volta una canzoncina sul mio blog. Ascoltate pure voi gli uccellini, i violini e i putti paffuti o le donne angelicate...
Proprio qui.

venerdì, luglio 21, 2006

È vero è vero è vero/1
(quei momenti in cui il due non passa mai, ma proprio mai)
Avevo questo appuntamento.
Arrivo puntuale. Strano!
Arriva pure lui. Stronzi quelli che hanno pensato: strano!
E mi sembra fresco come un fiorellino.
Lo guardo e mi accorgo che si è tagliato i capelli.
Sorrido. Perché penso che è stato molto carino a tagliarsi i capelli per il nostro primo vero appuntamento.
Faccio bene a sorridere. No?
Il taglio nuovo ha qualcosa di vagamente evocativo.
"Ehi, bel taglio!" dico
"Grazie, ti piace?"
"Carino, sì, è diverso dal solito"
"Eh sì!"
Ride e si pavoneggia un po'.
Cazzo ridi come una femminuccia? penso.
"Sono stato al concerto di Morrissey, e i capelli, ecco, il ciuffo vedi..." mi dice vergognandosi un po'.
Mi giro verso la strada nella speranza di sbattere il muso sulla porta aperta di un tram.
E ovviamente non c'è: merda!

Postato da UFF, la parte insofferente di questo blog.
Continua, ovviamente, con EMA...la parte avversativa dello stesso e identico blog.

postato da: ema alle ore 19:22 | link | commenti (6)
categorie: io e me, io uomini e alieni, io sesso amore e fantasia
mercoledì, luglio 19, 2006

Mi scusi, una spugna formato gigante
(effetti collaterali della dieta a zone)


Nonostante gli scazzi pesanti che negli ultimi giorni le hanno viste affilare lame taglienti per fare uno scalpo di quella pesante chioma corvina che si ritrovano in testa, la parte avversativa del blog insieme a quella insofferente, cioè Ema e Uff, in totale accordo su un pensiero, decidono di esprimerlo in una nota congiunta come nella migliore tradizione confederale.
È uscito da qualche settimana il nuovo album di Riccardo Sinigallia "Incontri a metà strada". Non è esattamente il disco per l'estate. Meglio, è un disco per tutte quelle ore dei giorni che in estate diventano prima arancioni e poi blu. 
Comunque, non avrebbe mai vinto il Cantagiro ci fosse stato allora un Riccardo Sinigallia. 
Il disco lo trovo bello, elegante e piacevole come sospiri tiepidi sulla pelle. Solo non trovo sciolti i testi di almeno un paio di canzoni, ma per pareri esperti e qualificati, come al solito, rivolgetevi altrove.
In verità volevo dire che anche in questo disco le collaborazioni sono preziose.
A un certo punto il lettore segna 08: sono anni di pace di brutti sogni chiusi fuori.
Poi una donna languida emette un suono ripetuto tipo ahhh ahhh...
Secondo me sta per succedere qualcosa.
E infatti.

Sono anni di pace
Pieni di deboli ossessioni
Di frasi che non contano
Ma che fanno male


Ora, ci sono voci che avrebbero qualcosa di criptonitico anche leggendo la lista delle creme che devo comprare prima di partire.
Ora, ci sono voci che sentite in reading anche ben fatti possono lenire solo in parte l'assenza dei tempi furono.
Ora, ci sono voci che mi procurano l'insano desiderio di correre al supermercato, comprare una spugna spontex formato gigante e rotolarmi insieme a lei in mezzo a un prato disseminato qua e là di ricci in amore.
Ora, ci sono voci come quella di Emidio Clementi che mi fanno venire i dubbi sul fatto che la dieta a zona, la 40-30-30, agisca solo su due fondamentali ormoni: l'insulina e il glucagone.
No, ma siamo sicuri?

postato da: ema alle ore 13:37 | link | commenti (3)
categorie: io e me, io sesso amore e fantasia, io e cultura generale
sabato, maggio 13, 2006

Da una finestra si può immaginar l'amor
(riceviamo e pubblichiamo)


          [per le altre al solito posto]


Mi arriva questa email con allegate tre foto che dice: da una finestra si può immaginar l'amor.
Mi sentirei di rispondere che, come no, da una finestra si può immaginare l'amore.
Ecco, preciserei che, nel mio caso, l'amore in generale, finestra o non-finestra, si può solo immaginare.

In 'realtà' si può anche:
figurare nella mente, vedere con la mente, concepire con la fantasia, rappresentarsi;
fantasticare, sognare, desiderare, vagheggiare;
ideare, creare, inventare, escogitare;
pensare, credere, ritenere, supporre, presumere, stimare, calcolare, prevedere, ipotizzare, congetturare, opinare.

Si potrebbe (ma con tanti dubbi):
capire, intuire, comprendere, afferrare.

Non si può
Realizzare, compiere, eseguire;
stare coi piedi per terra;
vedere, verificare, accertare, toccar con man.

[Si ringrazia per la gentile collaborazione Virglio-di-nome Parole-di-cognome].


sabato, aprile 29, 2006

Confesso...ho molto peccato
(io non so cosa rancore/2)
Ogni volta che leggo un oroscopo faccio una cosa disgustosa.
Leggo l'acquario. Cioè il mio segno.
Commento con un vabbè laconico...
Cerco fra gli altri segni e, a distanza di anni, mi fermo a leggere sempre il suo.
Il suo sta per il segno di uno.
Non è importante chi.
E non è neppure di per sè disgustoso il fatto che io lo legga.
È riprovevole che io mi incazzi come una iena se le sue quattro righe sono meglio delle mie.


postato da: ema alle ore 15:25 | link | commenti (10)
categorie: io e me, io uomini e alieni, io sesso amore e fantasia
giovedì, aprile 06, 2006

I Caronti dell'amore
(lavori in corso)
Visto che sono cialtrona ma con dei limiti, visto che di tanto in tanto mi piace sapere le cose, ho chiesto in questi giorni informazioni 'dettagliate' sui famosi rospi in amore di cui continuerà a fregarvi ancora nulla, ma a me stanno a cuore per un po' di ragioni speculative (very very affermazione cialtra).
Insomma oggi ho ricevuto un'email dall'oggetto ROSPI:





"Per quanto riguarda le abitudini dei Rospi
ti confermo che
per accoppiarsi vanno proprio vicino alla zona di riproduzione (dunque corsi d'acqua, pozze o stagni) e non si accoppiano prima
per poi spostarsi vicino all'acqua a deporre le uova.
Questo avviene con un picco massimo nella prima parte del mese di marzo (dappertutto in Italia e in Europa)
Giunti vicini al corso d'acqua i maschi si aggrappano alle ascelle delle femmine.
Le femmine sono decisamente più grandi dei maschi. 
Questo aggrapparsi per accoppiarsi è detto "amplesso ascellare. "

Ecco il kamasutra dei rospi: AMPLESSO ASCELLARE!
(l'avevi mai sentito??)"


E no, Pippo, non l'avevo mai sentito, in effetti!


postato da: ema alle ore 09:14 | link | commenti (2)
categorie: io sesso amore e fantasia
giovedì, marzo 30, 2006

Una finta terza
(e il mio senso di colpa)

È una cosa che non ho mai fatto, non faccio e non farò mai più. Promesso!
Ma il senso di colpa mi divora come se avessi fatto materne elementari e medie dalle Orsoline,
e quindi:

Cara o caro
che sei arrivata/o qui digitando le tre parole "cerco amore serio"
ecco, davvero, qui dentro, non so come dirtelo, non ne troverai.
Quello che è peggio, è che per cercare di venirti incontro ho guardato nelle tasche dei pantaloni, nella coccinelle, nella scatola dei trucchi e fra le fatture del dentista, dell'analista e dell'estetista.
Ecco non ce n'era.
Ma al peggio non c'è fine e mi pare infatti ci sia il pessimo, comunque, non ce n'era nemmeno di quello che faceva ridere.
Un cazzo di nulla. Zero!
Lo so, è come scoprire sotto una bella maglietta aderente un wonderbra e una finta terza* (evito la controparte maschile, tanto ci siamo capite: è quella storia che ha più a che fare con i Lego che con le dimensioni).
Però se sei arrivato/a fino qui per cercare una cosa così importante non ti lascio a bocca asciutta.

Il mio consiglio: in rete digita queste tre parole: "cerco sesso serio"!
Sarà un successo!

Avvertenza: qui non troverai neppure quello!

*È una citazione, ma la capiamo in tre!

postato da: ema alle ore 19:00 | link | commenti (5)
categorie: io sesso amore e fantasia
domenica, marzo 26, 2006

Moi, la femme fatale!
(mon ciccì che fortuna averti qui)
L'altra sera alla famosa cena dei giornalisti (avevate la forte tentazione di leggere cretini, vero...?)  ci sono andata colorata e spumeggiante come una persona che nel corso della serata farà in modo di risultare quanto meno gradevole alla vista nonostante le battute sulla merda che ogni giorno si mangia e/o respira.
Ci vado insomma con lo stesso spirito e la stessa quantità di mascara che metterei per cenare con sette gay.
Che mi risulti ci saranno solo uomini che ormai ho catalogato nella categoria amici, amiche e il fidanzato della padrona di casa.
Sembrerò una di quelle vecchie ciabatte che si trucca e si scolla solo se c'è dell'abbordabile in giro. Invece non è così.
Io non metto quasi mai magliette scollate per dire e neppure i tacchi.
Ma da qualche tempo mi impongo comportamenti che, se evitati,  potrebbero indurre il maschio libero a provare un qualche interesse nei miei confronti.
Per esempio:
1. evito di bamboleggiare: nel mio caso significa parlare con la vocina di una quatrenne a cui hanno rubato il Mon cicci
2. evito di parlare delle mie smagliature
3. mangiare tanto oppure con le mani.
4. fare le facce buffe

Premessa
Arrivo quasi per ultima. E trovo tutti i mie cari amichetti in cucina. Mi presento all'unica persona che non conosco e che immagino essere il fidanzato della padrona di casa.
Ah però, belloccio davvero il ragazzo.

Svolgimento

Tema numero 1

Con la vocina della quattrenne cui hanno rubato il Mon Ciccì mando a fanculo tutti quelli che stanno scherzando la mia giacca, il mio orecchino e la mia maglietta. E dunque me!

Tema numero 2

Carlo guarda Marco e fa una battuta sulla perdita dei capelli. Io mi alzo sulle punte e guardo la testa di Marco aggiungendo: "Cazzo stai proprio andando in piazza, peccato, così giovane!". Matteo aggiunge che sono troppo esplicita e che avrei dovuto invece consolare il povero Marco.
Io dico: "Se mi tiro giù i pantaloni tu negheresti di vedere delle smagliature?".

Tema numero 3
Mangio i pezzettini di formaggio dell'antipasto con le mani e rubo dal piatto gli ultimi due ingaggiando una lotta con il mio vicino, chiedo il bis delle ottime lasagne con il pesto e sono la prima ad avventarmi sul dolce. Loro non sanno che non mangio da un giorno e mezzo...

Tema numero 4
Mentre Marco legge il retro di una confezione di tonno affumicato io, a tre centimetri di distanza dalle sue labbra faccio il pesce con le borse che ultimamente mi viene bene. Il fidanzato della padrona di casa è seduto di fronte a me e sembra divertisi molto.

Finita la cena Paolo suona il pianoforte, si beve qualcosa nell'altra stanza e si parlotta sfogliano libri etc. etc. A un certo punto vedo una fotografia della padrona di casa con un uomo che non è esattamente il belloccio che avevo di fronte a tavola.
No! non è decisamente la stessa persona. Affatto... La padrona di casa mi dice che il fidanzato musico è uscito.
Quello di là è un suo caro amico!
Quello per intenderci, belloccio e a quanto pare libero, che ho trattato con la stessa confidenza con cui trattavo mio cugino quando rotolavamo giù dalle morene a sei anni...

Ecco, secondo me, oltre a essere una femme fatale io ho un fiuto e un intuito eccezionali!


postato da: ema alle ore 15:50 | link | commenti (2)
categorie: io e me, io sesso amore e fantasia
mercoledì, marzo 22, 2006

Ho le prove: la primavera è arrivata
(almeno sulla provinciale n.8)
Ieri sera tornando a casa ho fatto questa strada che costeggia uno dei sette laghi e la nuova stagione mi si è palesata davanti in tutto il suo splendore splatter.
La scena finale di Magnolia non ha inventato nulla! È solo una ridicola citazione di tutte le nostre provinciali lacustri che si trovano fra un bosco e uno stagno.
È nei giorni più umidi della primavera che i rospi in calore, ops in amore, attraversano la strada per raggiungere lo stagno dove si accoppieranno gioiosamente (adoro le regole della natura).
La maggior parte, come ieri sera, non raggiungerà mai il posto agognato. L'istinto sarà represso dalle gomme della tua macchina, di quella che è passata prima e di quella che passerà dopo. Insomma, la famosa strage dei rospi in amore.
Da queste parti il problema, come si dice, è sentito.
Seppure la realtà locale non è così all'avanguardia come i paesi nordici dove costruiscono appositi tunnel sotterranei (nei bilanci comunali, del resto, appiono ancora le voci come costruzione della rete fognaria...), abbiamo delle specie di Caronti dell'ammore, cioè i traghettatori dei rospi in amore.
Trattasi di: razza=umana/ specie=guardia ecologica/ specializzazione=costruire barriere di plastica lungo le strade che blocchino l'anfibio e poi raccogliere gli animali
a secchiate nella notte per lanciarli dall'altra parte.
Nel particolare questa specie di uomini ha una concretizzazione in Gelma: il mio ex compagno di classe del liceo con le scarpe della Coca Cola.

Gli articoli sulla stampa locale non si contano e l'espressione rospo in amore è un cliché.
Ovviamente nella mia fulgida carriera giornalistica al «Vacaputanga C.» non mi sono astenuta dal prestare onore ai rospi o a quello che ne rimaneva.
È stato un momento emozionante.
Così come l'email di un lettore incazzato il cui oggetto recitava più o meno: cogliona!
Come avevo osato parlare così dei rospi quando su quella strada esistono prolemi ben più gravi come l'illuminazione. Lei non ha davvero niente da fare e mi stupisco che il giornale per il quale lavora, così serio e affidabile le dia spazio e credito etc. etc etc.

Re: cogliona!
Caro signor lettore
la ringrazio per l'attenzione con cui segue il lavoro del giornale.
Premettendo che le sue considerazioni daranno un notevole valore aggiunto al mio lavoro, mi permetta di dissentire su un unico punto.
Non penso che sia l'illuminazione il problema di quella strada.
Bensì l'istinto che acceca l'animale.
Il desiderio cocente rende orbo il rospo.
Non c'è luce che tenga, caro lettore.
Quella strada potrebbe essere illuminata a giorno eppure ...

     Firmato: cra cra cra

p.s. un consiglio: si cerchi pure lei una rospa in amore, ma non si faccia accecare dal desiderio, potrei trovarmi a passare in macchina sotto casa sua e accidentalmente...


postato da: ema alle ore 19:47 | link | commenti
categorie: io sesso amore e fantasia